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Dopo Expo, prendono quota campus universitario e la Silicon Valley lombarda

Si muovono i primi passi per la realizzazione di un centro di ricerca di Fisica e un grande campus universitario di livello internazionale sul circa un milione di metri quadri nell’area di Expo 2015.

Il tutto circondato da un grande parco (che occuperà il 60% dell’intera area), piste ciclabili, gli insediamenti di Cascina Merlata e Città Contemporanea, a cui Cmb sta lavorando.

Le idee e i progetti sono stati discussi durante l’incontro pubblico organizzato dal Pd che si è tenuto il 23 maggio 2015, al teatro Puccini di Milano.
Presenti il ministro Maurizio Martina con delega a Expo, il vicesindaco del Comune di Milano Ada Lucia De Cesaris, il sindaco del comune di Rho Pietro Romano e di Pero Maria Rosa Belotti, rappresentanti del Parlamento italiano e europeo, dell’Università Statale e degli ordini professionali.
Tutti gli interventi hanno parlato del progetto del campus e del centro ricerca, come i più promettenti per Milano e il paese intero e hanno indicato i primi passi da compiere, per coinvolgere il governo e la Comunità europea.
L’idea è semplice quando ambiziosa.
Si tratta di realizzare un campus universitario in cui trasferire le facoltà attualmente a Città Studi (Fisica, Veterinaria, Agraria, Chimica, Scienze e Informatica), da far sorgere intorno a quello che, alla Facoltà di Fisica, chiamano la Fabbrica della luce.

Una specie di acceleratore di elettroni, realizzato interamente con tecnologia italiana sul modello del Cern di Ginevra, che sorgerebbe al di sotto del decumano. Nel tunnel dell’acceleratore gli elettroni vengano lanciati ad altissima velocità e poi rallentati con dei campi magnetici, producendo luce, che così prodotta serve per esperimenti di analisi della materia, animata e non animata, nei suoi aspetti più reconditi e stupefacenti. Accanto a questa megastruttura di livello internazionale, da realizzarsi anche con finanziamenti della Ue, verrebbe realizzato un nodo di “big data”, a disposizione di tutto il sistema lombardo e nazionale delle università. Un giacimento di informazioni di grande utilità anche per le aziende, che ha attirato l’attenzione di Assolombarda, che si è proposta per sostenere il progetto, realizzando una sorta di Silicon Valley lombarda, incubatore di imprese a basso impatto ambientale e altissimo contenuto tecnologico.
Inutile dire che se questa ipotesi andasse in porto – e i presupposti sono buoni – l’intera area intorno a Expo ne trarrebbe giovamento, in termini di attrattività di aziende, studenti, professori e attività culturali, alzando il valore immobiliare dell’intera area.
In attesa che il progetto prenda il via, il vicesindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris e il sindaco di Rho Pietro Romano si sono impegnati perché dopo Expo, il 1 novembre, “non si spenga la luce su Expo”, e che Cascina Triulzia, il padiglione Italia, l’anfiteatro, la collina della biodiversità, il centro servizi e quant’altro rimarranno e vengano sin da subito riutilizzati, coinvolgendo, per esempio la Triennale di Milano, per esposizioni d’arte “en plein air”.

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